sabato 25 novembre 2017

Forza Bianchi, Forza Pro! | Ancora double face...


(foto di repertorio di Fabio Sola)

Ancora una Pro Vercelli a due facce, quella vista oggi al Piola contro l’Entella: letteralmente inguardabile nel primo tempo, aggressiva e concentrata nel secondo.
In questo modo, però, il pareggio è il risultato più ovvio e così è stato.
Peccato, perché una vittoria oggi contro i rivali chiavaresi avrebbe dato una spinta morale importante alla Pro (a proposito di chiavaresi, la tifoseria ligure come comportamento, si è rivelata davvero la più ostile e sbruffona tra quelle viste a Vercelli in serie B).
Purtroppo, come dicevamo, i nostri ragazzi hanno subìto il gioco degli ospiti per tutto il primo tempo senza mai rendersi pericolosi neppure una volta e, infatti, siamo stati puniti da un goal dell’ex La Mantia.
Gioco lento ed impreciso, incomprensioni tra i giocatori, schemi non riusciti: davvero un pessimo calcio comprovato da qualche fischio dagli spalti al rientro dei giocatori negli spogliatoi.
Ma forse i fischi del pubblico e, crediamo, la strigliata di Grassadonia nell’intervallo sono serviti, perché come d’incanto i bianchi sono entrati in campo trasformati, nella concentrazione e nella grinta.
Ed è giusto oggi tributare il giusto merito in particolare a Carlo Mammarella, autore di una partita maiuscola dall’inizio alla fine.
Grazie ad un suo preciso cross in area il bravo Bifulco è riuscito a finalmente a pareggiare le sorti dell’incontro, dopo una rete annullata a Raicevic per fuorigioco.
La Pro, per buona parte della ripresa, è parsa un’altra squadra e, sotto l’incitamento del pubblico, ha sfiorato un paio di volte il vantaggio ma senza successo.
Alla fine, un pareggio che scontenta entrambe le squadre, ma che deve farci riflettere: troppe volte stiamo vedendo una squadra “double face”, capace di giocare a calcio solo per quarantacinque minuti mentre resta passiva per l’altra metà della partita.
Non va bene, perché come ogni normale lavoratore lavora otto ore al giorno senza concedersi pause e distrazioni, anche i giocatori di calcio hanno il dovere di onorare la propria (invidiabile) professione restando concentrati e mettendoci il cuore per…novanta minuti.
Questo non vuole essere un discorso polemico o semplicistico, ma vuole far riflettere: le partite si possono vincere o perdere, ma in ogni partita dal primo minuto all’ultimo è d’obbligo onorare il proprio lavoro, con dedizione ed impegno.
Oggi accettiamo il punticino conquistato, ma attendiamo le prossime partite per  rivedere leoni che lottano, come è stato contro il Novara e l’Empoli.
I nostri ragazzi gli attributi li hanno: l’importante è che non se li dimentichino
negli spogliatoi….   
ForSa Pro!

Fabio Sola - Vercelli YouthNews