martedì 26 settembre 2017

Forza Bianchi, Forza Pro! | E ora... vincere!

  (foto di Fabio Sola)

Peccato: perché stavolta la Pro a Palermo avrebbe meritato davvero di portarsi a casa dei punti, addirittura tre se guardiamo come sono andate le cose.
Ma…c’è sempre un ma, c’è sempre qualche motivo per il quale si torna a casa con le pive nel sacco. Come mai?

Al Palermo (davvero poca cosa quello visto ieri sera) sono bastati due o tre tiri in porta per assicurarsi la vittoria, mentre i bianchi hanno tenuto bene il campo per buona parte della partita, ma poi hanno perso. Come mai?
A noi piace dire le cose come sono, cercando di essere obiettivi: il gioco del calcio ha delle regole.
Una di queste, che sta alla base del gioco stesso, è che “vince chi fa goal”, al di là del gioco bello o brutto, se fa caldo o fa freddo, se si hanno colpito pali o traverse.
Ci sono sport dove “vince chi arriva primo” (corsa, ciclismo…); altri dove vince “chi compie un esercizio meglio degli altri” (tuffi, ginnastica artistica…), venendo giudicati da una giuria.
Beh, questo non è il caso del calcio: nel calcio “vince chi fa più goal”. Punto.
Pertanto la sostanza è: fare goal e impedire che gli altri li facciano.
Questa è matematica, è uno più uno che fa due ed è inutile fare tante parole (in Italia siamo maestri) per giustificare gli insuccessi.
Evidentemente, almeno finora, non riusciamo a fare la cosa basilare ed è per questo che, dopo sei partite, ci troviamo ultimi in classifica con due miseri punti.
Passi avanti nel gioco se ne sono visti, bisogna dirlo e questa è la nota positiva.
Restano, però, ancora i due fattori fondamentali da risolvere: il primo, come già detto, è quello riguardante l’ormai atavica incapacità di centrale la porta da parte dei nostri giocatori. E per ovviare a questo problemino, forse, sarà il caso di provvedere con razioni massicce di “tiri in porta” in allenamento, come si fa normalmente in ogni scuola calcio…
Sembra di dire una banalità, ma nel calcio di oggi spesso ci si concentra più sugli schemi che sui fondamentali. Gli schemi vanno bene, ma ad un certo punto bisogna concretizzarli, altrimenti sono fini a sé stessi.
La seconda riguarda, ripetiamo, la tenuta atletica (corsa e fiato, per intenderci…) perché anche ieri, anche se in maniera meno evidente, abbiamo assistito ad un calo dei nostri nel secondo tempo.
E, puntualmente, siamo stati prima puniti (con l’ennesimo regalo di Legati ad un attaccante avversario…) e poi incapaci di renderci pericolosi, tranne negli ultimi cinque minuti “della disperazione” quando, con un uomo in più, abbiamo tentato un ultimo assalto.
Ora, però, il tempo stringe e bisogna risollevarsi quanto prima per rimettersi in corsa: sabato conto il Cesena i nostri dovranno dare finalmente una prova di maturità e portare a casa assolutamente la vittoria, altrimenti non va mica tanto bene…

Fabio Sola - Vercelli YouthNews