martedì 14 febbraio 2017

Forza Bianchi, Forza Pro! | La coperta troppo corta...


(immagine di repertorio di Samuele Giatti)
 
Ennesimo brutto scivolone della Pro che va a perdere per tre a uno ad Ascoli e consolida purtroppo il terz’ultimo posto in classifica.
Partita iniziata subito in salita, con il goal subìto dopo pochi minuti di gioco “grazie” ad un’uscita poco felice del giovane Zaccagno.
E qui la riflessione numero uno: al di là dell’errore non ci sentiamo di addossare colpe particolari a Zaccagno, bensì a Provedel che a causa della sua linguaccia troppo lunga ha contribuito a ben due sconfitte.
Quella di oggi e quella di sabato scorso. E visto che la squalifica durerà anche per il prossimo turno, speriamo di non subìre l’onda lunga negativa della sua espulsione anche contro il Benevento…
Questi giocatori devono capire che sono professionisti e, come tali, hanno il dovere di sapersi dominare poiché altrimenti possono mandare a monte tutto.
Contro l’Ascoli ennesima partita con pochissimi tiri nello specchio della porta avversaria. Due o tre in tutto (oltre al goal di Konate) e pure poco pericolosi.
Riflessione numero due: la coperta è troppo corta.
Ossia, è vero che abbiamo rinforzato il centrocampo (Vives e, soprattutto, Aramu sono stati i migliori dei nostri) e le azioni offensive sono state numericamente maggiori, compreso un nutrito numero di calci d’angolo.
Ma, in compenso, abbiamo indebolito l’attacco.
Via Mustacchio, Malonga, Sprocati ed Ebagua ci ritroviamo con attaccanti che (a parte lo sfortunato La Mantia) non sanno pungere, né inquadrare la porta.
A differenza degli avversari che ci trafiggono spesso e volentieri. Un caso? O ci sono carenze di base?
Guarda a caso, anche oggi il nostro goal è stato siglato da un difensore.
Riflessione numero tre: le reali capacità di Longo.
Ovviamente (e non c’è stata partita che non lo abbia fatto) le sue dichiarazioni sono sempre le stesse: “i ragazzi hanno giocato alla grande”, “la partita è stata decisa dagli episodi”, “stiamo tranquilli che tutto si sistemerà” e così via.
La netta impressione è che il giovane allenatore si arrampichi sistematicamente sugli specchi per difendere l’indifendibile e per giustificare le evidenti carenze della squadra da lui diretta.
La domanda è questa: fino a quando la dirigenza si ostinerà a far quadrato intorno alla “gestione Longo”?  
Sul Titanic hanno ballato e suonato fino all’ultimo, nonostante la nave stesse progressivamente inabissandosi. E purtroppo sappiamo come è finita.
Capitan Secondo, eviti di far naufragare questa Pro prima che sia troppo tardi…   

Fabio Sola - Vercelli YouthNews