sabato 3 dicembre 2016

Forza Bianchi, Forza Pro! | Mediocrità...


(foto di repertorio di Fabio Sola)

Ennesimo scialbo pareggio di una Pro sempre più evanescente, assolutamente incapace di costruire trame di gioco né di creare azioni da rete.
Zero a zero che più zero non si può.
Al di là di tante parole è sufficiente un semplice dato oggettivo: in novanta minuti di gioco non abbiamo effettuato neppure un tiro nello specchio della porta pisana.
Non uno.
Per contro abbiamo dovuto assistere ad alcune imbarazzanti conclusioni alle stelle di Altobelli e di Palazzi (addirittura un suo tiro è finito in fallo laterale…), chiaro segno di preoccupanti carenze tecniche.
E, come ormai succede in ogni partita, dobbiamo ringraziare San Provedel, il nostro super portiere che anche oggi ha compiuto un vero miracolo, evitando alla Pro di uscire sconfitta.
Oltre a lui salviamo Ebagua e Mustacchio che, almeno, corrono come forsennati per tutta la partita.
Ma cosa possono fare se il nostro centrocampo è totalmente abulico e se le uniche palle che giungono nella nostra metà campo offensiva consistono nei soliti prevedibilissimi lanci in avanti a parabola in stile “Lega Pro”, puntualmente preda dei difensori avversari?  
Quanto ci manca il buon Fabiano, un furetto capace di incunearsi tra le maglie della difesa avversaria senza paura…
La proverbiale necessità di almeno un giocatore di qualità a centrocampo ormai non fa più notizia, ma resta l’elemento chiave che blocca questa squadra (anche a causa dell’inaspettato netto calo di rendimento di Mammarella).
Dal punto di vista atletico abbiamo già scritto anche troppe volte, invitando Longo ed i suoi a potenziare “fiato e gambe” dei nostri ragazzi, perché se non si corre (e tanto) per tutti i novanta minuti di gioco non si riuscirà mai ad ottenere nulla di buono.
Un ragionamento che potrebbe sembrare semplicistico, ma che è la sola soluzione per questa squadra che ha troppe carenze tecniche.
Naturalmente ci vorrebbe più volontà ed umiltà da parte di tutti, in primo luogo da parte dei dirigenti, di Longo e del suo nutrito  staff di preparatori.
Ed è proprio questo il punto dolente, evidenziato oggi in modo inequivocabile dalle pesanti dichiarazioni rilasciate a fine partita da Varini.
Stavolta l’arroganza del “nostro” direttore sportivo ha davvero infastidito tutti, sia per il tono che per i contenuti.
I tifosi sono ormai stufi delle solite “auto assoluzioni” e delle improbabili scuse, frutto di un atteggiamento arrogante tipico di chi non ammette mai i propri errori.
Perché gli errori non li commettono solo i giocatori in campo, ma pure chi li dirige.
Varini pur di non ammettere le evidenti lacune di questa squadra, ha addirittura osato addossare la colpa ai tifosi vercellesi colpevoli – a suo dire – di freddezza ed ingratitudine, lamentandosi di aver sentito (udite, udite!) dei fischi sugli spalti a fine partita…
Di sicuro il nostro esperto ds, non ha mai avuto modo di assaporare le vere contestazioni di altre piazze calcistiche, i cui sparuti fischi di oggi al Piola potrebbero essere paragonati ad un tiro di fionda rispetto ad una cannonata.
Eppure ciò è bastato ad offenderlo. Ce ne faremo una ragione.
Il signor Varini, però, dovrebbe abbassare un po’ la cresta, ricordandosi di una cosa molto importante: qui a Vercelli è solo un ospite di passaggio, con un dovere di rispetto verso questa gloriosa squadra e – che gli piaccia o no – verso i suoi tifosi.
Vercellesi che gioiscono per le vittorie, ma che hanno anche il sacrosanto diritto di esprimersi quando chi gioca o dirige la squadra della LORO  città non fa di tutto per onorare la gloriosa maglia della Pro Vercelli, nascondendosi dietro alla propria boria.
E’ bello essere in serie B, signor Varini, ma il popolo vercellese prima di ogni altra cosa pretende rispetto e vuole che sul campo si lotti dal primo all’ultimo minuto. Come leoni.
Con umiltà, sudore ed abnegazione.
E senza padri e padroni, né avvocati difensori.

Fabio Sola - Vercelli YouthNews