mercoledì 21 settembre 2016

Forza Bianchi, Forza Pro! | Un punto alla volta...

(immagine di repertorio di Fabio Sola)
La Pro torna da Benevento con un buon punto che, almeno, consente ai bianchi di lasciare all’Avellino l’ultimo posto in classifica.

Come nelle ultime partite si è vista una buona squadra nel corso del primo tempo che, però, è nuovamente calata alla distanza.
Un campanello d’allarme che Longo e i suoi dovrebbero cominciare a prendere in seria considerazione.
Questo è un po’ il nostro personale “tormentone” che ripetiamo forse fino alla noia, ma che reputiamo di basilare importanza: una tenuta atletica seria deve consentire ai giocatori (professionisti!) di reggere al meglio per tutti i novanta minuti di gioco, recupero compreso.
Non è accettabile vedere giocatori di 25 anni uscire dal campo mezzi morti e gli altri che restano in campo a subire sistematicamente gli avversari nel secondo tempo.
Questo è sintomo di una preparazione fisica carente: su questo non ci piove.
Ad esempio sarebbe normale, secondo voi, che un ciclista che deve affrontare una corsa di 250 chilometri (e non novanta minuti, non effettivi, con un quarto d’ora di intervallo…) arrivasse al duecentesimo chilometro (proprio nelle fasi decisive della gara) senza più energie? Impensabile.
Se in allenamento i preparatori non allenano i giocatori a correre, sia sullo scatto che sulla distanza, e si limitano alle partitelle di allenamento la situazione non cambierà mai. Questo è un fatto.
A ciò aggiungiamo che, purtroppo, giocatori come Budel e Mammarella stanno evidenziando preoccupanti cali fisici (forse dovuti all’età) e anche questo ci preoccupa molto…
Ieri sera proprio Mammarella, considerato un po’ il fulcro di questa squadra, crediamo abbia giocato la peggior partita da quando è in maglia bianca.
Ci auguriamo che la sua forma cresca presto, perché dai suoi piedi dipende molto.
Al di là di queste “dolenti note” passiamo ai fatti positivi: il reparto offensivo continua a piacerci e a darci fiducia.
Vajushi è il giocatore che ci voleva, un furetto che crea sempre scompiglio in area avversaria e che osa anche tirare in porta appena può.
La Mantia merita il posto fisso in quanto sta dimostrando fiuto del goal e la giusta freddezza. Ha dato tanto in campo, ma la piccola nota stonata (riprendendo il discorso iniziale) è che è uscito dal campo “in ginocchio”.
Il malato cronico di questa squadra, invece, continua a non dare segni di miglioramento.
Ci riferiamo ovviamente al centrocampo, dove Castiglia (a proposito, ha collezionato l’ennesimo cartellino giallo per fallo da dietro…) continua a non riuscire ad andare oltre a qualche passaggio “di routine”, mentre da Ardizzone non possiamo pretendere troppo (encomiabile, comunque, sempre il suo impegno).
Palazzi dimostra un po’ di personalità in più, ma è ancora grezzo.
E’ inutile: finchè questa squadra non risolve il problema in questo reparto saremo sempre in difficoltà (che nostalgia di Giannino Fabiano…).
Secondo e Varini pensano forse di risolvere tutto puntando su giocatori come Emmanuello?
Varini afferma che mancano i soldi per acquistare un “vero” centrocampista, perché prima dobbiamo prima far fuori Malonga?
Ci chiediamo allora: ma chi è stato il lungimirante “espertone” che lo ha fatto arrivare a Vercelli dalla lontana Scozia, spendendo fior di quattrini?
Misteri…
Tornando a ieri sera, ennesima buona prova di Provedel (sempre pronto e attento) e di Germano (sia in difesa che in fase conclusiva).
E, infine, buona prova dell’attento direttore di gara che, giustamente, ci ha concesso il sacrosanto rigore e che ha annullato il goal del Benevento per millimetrico fuori gioco (e questo non era così scontato….)
A dimostrazione del fatto che non è il caso di fare troppo vittimismo e che nel calcio a volte ci viene tolto e a volte ci viene dato.
Vero presidente Secondo?
Ora attendiamo con cauta fiducia il prossimo incontro casalingo contro il Cesena, sperando di poter festeggiare finalmente una vittoria che per noi sarebbe oro colato.
Forza ragazzi, ForSa Pro!

Fabio Sola - Vercelli YouthNews