sabato 9 aprile 2016

Spicchi di mondo | La pace turbata di un'Europa in crisi

Estratto dalla nuova rubrica del PDF mensile di Aprile,  Scaricabile qui https://goo.gl/LFwnOU


Un colpo al cuore dell’Unione. Bruxelles è una città ferita. A poco sono servite le misure attivate dopo i due attentati in Francia, utili come colate di stucco in un muro pronto a crollare da un momento all’altro. L’esercito per le strade, le forze di polizia pronte ad intervenire, i controlli inaspriti. Tutto inutile. Il sistema ha una falla, difficile da identificare ai nostri occhi ma, a quanto pare, evidente a quelli dei militanti di Daesh, abili a penetrarla e trasformare in orrore i luoghi simbolo dei valori che caratterizzano lo stile di vita europeo.
A Parigi la redazione di un giornale satirico prima, un teatro, i ristoranti ed uno stadio poi. A Bruxelles l’aeroporto di Zaventem e la metropolitana, a poche centinaia di metri dal cuore decisionale dell’Unione. Un attacco che colpisce un malato grave, l’Europa, che sta attraversando una delle peggiori crisi dalla sua costituzione. L’Unione diventa divisione. Di fronte ad un problema complesso e lento da risolvere, ogni membro sceglie la strada più rapida e veloce, distaccandosi e cercando una soluzione in autonomia. Innalzando barriere ideologiche e materiali, costruendo muri, isolandosi. Se l’unione fa la forza, la divisione distrugge. Da soli si è più deboli, più fragili e - contrariamente a quanto si potrebbe pensare - più esposti ad attacchi imprevedibili e fulminei, contro un nemico invisibile. La “guerra” contro Daesh è diversa. Siamo abituati ad affrontare nazioni, con un’entità territoriale definita, delle pretese economiche o materiali chiare, un fronte su cui combattere. Questa volta il nemico è già dentro di noi, è radicato dentro la nostra società, si muove silenziosamente ed è quasi impossibile da individuare. A nulla può servire chiudere le frontiere e rifugiarsi all’interno del proprio guscio. L’unica strada per uscire dal baratro è combattere insieme. Non in Libia, non in Siria, non in Medio Oriente, ma in Europa. Unire le forze d’Intelligence, condividendo i preziosi dati raccolti, permetterà di creare un meccanismo comune di investigazione, per fermare i “lupi solitari” prima che agiscano. Difendere i nostri valori, senza reagire in modo impulsivo e scomposto. 

Samuele Giatti