venerdì 4 marzo 2016

"A scuola di legalità" con il liceo scientifico "A.Avogadro"




Si può fare educazione alla legalità a tavola? Secondo il progetto "Educazione al Consumo Consapevole" di Coop, sì. Un modo diverso per imparare, rispetto alle tradizionali lezioni frontali, che coinvolge direttamente i ragazzi in situazioni reali, delle quali tutti noi siamo quotidianamente partecipi.
«L’obiettivo del percorso è quello di mostrare i nessi che intercorrono tra cittadinanza attiva e consumo consapevole. Non si intende qui sostituirsi ad altre realtà associative ed educative che si fanno carico di educare alla cittadinanza e alla legalità, ma di guardare a questo tema dalla prospettiva del cittadino-consumatore. La consapevolezza nei consumi presuppone la possibilità/capacità di informarsi e la capacità di scelta. L’obiettivo non è imporre ai ragazzi la via dell’informazione critica e della scelta consapevole, ma mostrare loro che l’atto del consumo è comunque un atto politico, per via del potere che esso ha di incrementare o ostacolare il progetto di chi produce e vende i prodotti di cui ci serviamo» 

Il progetto prevede tre giornate: una a scuola, una al supermercato di Vercelli e l'ultima al teatro Civico, in contemporanea per tutte le classi che hanno aderito. Il primo appuntamento con gli studenti del liceo scientifico del capoluogo si è svolto lo scorso venerdì 12 febbraio, i ragazzi, divisi in gruppi, hanno avuto modo di sperimentare - attraverso un gioco - il funzionamento di un'azienda agricola. I gruppi si sono trovati di fronte a scelte riguardo il tipo di coltivazione - biologica o intensiva - i dipendenti da assumere - contratto stagionale, contratto a tempo indeterminato o irregolari - e, al termine del raccolto, hanno proposto i loro prodotti sul mercato. Purtroppo, calcolatrice alla mano, la simulazione ha dimostrato come - anche nella realtà - sia difficile mantenere in piedi un'azienda senza dover ricorrere a stratagemmi oltre il limite del legale, principalmente in ragione dello scarsissimo prezzo che gli acquirenti propongono ai produttori, danneggiando così - più o meno inconsciamente - il consumatore ignaro di questo meccanismo. Un'ottima documentazione del reale funzionamento del mercato è stata illustrata in una puntata del celebre programma televisivo "Report", di cui un estratto è stato proiettato durante la lezione (qui il link).
Tema del secondo incontro, venerdì 19 febbraio, è stato invece osservare le abitudini di consumo e discutere le scelte operate dai singoli, arrivando ad intuire le implicazioni socio-economiche di tali scelte. I ragazzi, sempre divisi in  gruppi, vengono invitati a svolgere una spesa simulata. Ogni gruppo ha come consegna un prodotto specifico: passata di pomodoro, pasta, taralli, marmellata, cioccolato, biscotti e caffè. Tra gli scaffali i ragazzi scelgono le confezioni che richiamano di più l'attenzione del cliente - in genere, dei marchi più noti, che investono moltissimo nel marketing a cura della loro immagine - ed i prodotti che ritengono più convenienti sotto il punto di vista etico. Tra i prodotti di questa categoria spicca il marchio di Libera - che si occupa della gestione dei terreni confiscati alla mafia - le marmellate del progetto Coop "INSIEME" in Bosnia, cioccolato e caffè del mercato equo-solidale, pane e caffè provenienti da progetti di riabilitazione dei detenuti.

Al termine di questa "spesa" i ragazzi hanno avuto modo di offrire un assaggio dei prodotti ai clienti presenti in quel momento nel supermercato, illustrandone le caratteristiche. 
«Questo progetto mi è piaciuto moltissimo - ci spiega Fatima - ho avuto modo di scoprire alcune dinamiche che non conoscevo prima. Ho apprezzato particolarmente il momento in cui siamo stati a contatto con il pubblico per far assaggiare i prodotti»
«Talvolta è stato difficile proporci ai clienti - ci spiega Andrea - alcuni sono stati particolarmente diffidenti. Per fortuna, però, altri si sono rivelati molto disponibili e interessati all'argomento. Nel complesso, un'esperienza bellissima»
Appuntamento il prossimo mese, al Teatro Civico, con la conferenza di chiusura del progetto. 

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews