lunedì 7 dicembre 2015

Era davvero necessario?

40 nuovi parcheggi provvisori nella corsia centrale del viale Garibaldi. Una soluzione tampone che non ha lasciato indifferenti i cittadini.


La voce correva da tempo, ma nulla si era -per fortuna- ancora mai concretizzato. La corsia pedonale al centro del viale Garibaldi era scalfita dalle voci, dalle proposte più o meno intense, ma ogni volta ne era uscita indenne. Almeno fino ad oggi.
Questa mattina i solerti operai, su ordine del Comune, imbrattavano - perchè diversamente non si può definire - il tratto compreso tra piazza Roma e via Viotti, per la disposizione di 40 nuovi rettangoli blu per le automobili, dove fino a ieri giocavano i bambini all'uscita da scuola.
Ma erano davvero necessari? Serve davvero, in una città piccola come Vercelli, un posto auto a ridosso del centro storico? 

Quei parcheggi dovrebbero servire, secondo chi li ha concepiti, ad agevolare gli acquisti durante il periodo natalizio, per poi scomparire ai primi di gennaio del nuovo anno.
Tutt'altra richiesta arrivava però dai cittadini, vercellesi e non: un parcheggio gratuito, ampio, dove lasciare l'auto per recarsi a lavoro, che questo sia in città o al di fuori. Una sorta di parcheggio intermodale, tra auto e treno o, perchè no, tra auto e bicicletta.
La soluzione presentata oggi sull'asfalto è l'esatto contrario.
Non può essere considerata l'erede dell'ormai defunto "parcheggione", nè tantomeno rappresentare la tanto desiderata isola di salvezza dei pendolari.
Quei parcheggi, così come sono stati immaginati, sono addirittura assurdi se pensati in contemporanea alla COP21 di Parigi, la conferenza sul clima con l'obiettivo di ridurre l'emissione di gas serra. Abituare il cittadino, in una città piccola come la nostra, ad utilizzare l'auto per percorrere qualche centinaio di metri ha dell'assurdo.
La mobilitazione sui social network è stata immediata da ambedue le parti, chi difende i parcheggi e chi invece li condanna. La pagina Facebook "Cancelliamo le strisce blu dal Viale" ha raggiunto, nel momento in cui scriviamo (da poco passate le 22 di domenica), 1113 "Mi piace".
 In un certo senso abilitare la parte che un tempo era unicamente pedonale al passaggio delle automobili può creare un rischio, seppur minimo, per la loro incolumità - carreggiata e spazio per i pedoni non sono nettamente divise - e alimentare ancora di più i dissidi che già si vivevano con i ciclisti, che ora potrebbero potenzialmente trovarsi persone sorprese dalle automobili che deviano improvvisamente, invadendo la pista ciclabile.



Bisogna comunque considerare che le soluzioni al problema del posteggio per i pendolari, con il tempo, stanno arrivando. Da quest'estate sono state rese disponibili al pubblico due aeree ancora poco conosciute, una al termine di corso Fiume e l'altra nel cortile dell'università, entrambe a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria.
Quello che, dal mio personalissimo punto di vista, manca nella città di Vercelli è una maggiore consapevolezza verso i trasporti pubblici e la mobilità sostenibile. La nostra è una città che offre ampie possibilità a riguardo eppure -ne sono esempio portante i progetti di noleggio biciclette degli ultimi anni- spesso e volentieri faticano a decollare.
L'ispirazione potrebbe arrivare direttamente dalla grandi città, con la costruzione di un parcheggio grande, comodo e facilmente accessibile in periferia, collegato al centro da una linea di autobus o da quelle tanto malviste biciclette di cui parlavamo prima. Forse è solo un'utopia, ma questi "parcheggi selvaggi" che ci sono stati proposti non sono affatto sostenibili. 
Se questo è stato realmente un esperimento, come nell'ordinanza comunale si cerca di evidenziare, in meno di dodici ore si è dimostrato già sufficientemente fallimentare. Osservando con attenzione cosa accadrà nei prossimi giorni, spero di poter vedere di nuovo delle figure in lontananza disegnare al centro del Viale, ma non con la vernice accompagnata dal rumore del motore, quanto da una sorridente scolaresca armata solo di gessetti e tanta voglia di giocare.

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews 

Noi, il Viale, lo preferiamo così.