lunedì 16 novembre 2015

Vercelli in piazza per non dimenticare

La città si stringe - di nuovo - intorno alle vittime degli attacchi terroristici

++Il Commento Non facciamo di tutta l'erba un fascio



Centoventinove candele, accese direttamente dai vercellesi radunati domenica pomeriggio in piazza Cavour, per ricordare le vittime della strage di Parigi. Tantissimi i bambini che prima hanno retto il tricolore francese e poi si sono resi protagonisti dell'accensione dei lumi.
Le note della Marseillaise, seguite da quelle dell'inno di Mameli, fanno da apertura del sipario per le parole del sindaco Maura Forte, dell'arcivescovo Don Marco Arnolfo, del prefetto Salvatore Malfi, dell'On. Bobba.
Tra la folla emerge una donna, in una mano la bandiera francese, nell'altra la scritta "Je suis Paris", si fa fotografare mentre si susseguono gli interventi al microfono della piazza.


"Condanniamo duramente gli attacchi terroristici causati da pazzi delinquenti, criminali, che hanno causato la morte di più di 100 persone"- con queste parole, seguite subito dagli applausi di tutti i presenti, inizia il discorso di Alfred Burraci, rappresentante della comunità islamica di Vercelli - "Sono giorni tristi e di dolore per tutti noi - esprimiamo vicinanza e solidarietà alle famiglie delle vittime degli attentati di parigi causati da demoni criminali. Preghiamo per le famiglie delle vittime e per i francesi, per far sì che la Francia resti in unita momento così delicato."
 "Il terrorismo non ha religione colore o nazionalità"- continua - "la nostra comunità musulmana è qui per rassicurare voi che questo non fa parte dell'islam, anche perchè i primi a pagarne le conseguenze sono gli stessi musulmani. questi pazzi hanno usato ingiustamente il nome di Allah, il quale non insegna questo bensì tutt'altro, il contrario"
"La parola pace è nominata 142 volte nel corano, parola guerra solo 6 volte per descrivere eventi storici" - prosegue - "I musulmani condannano l'uccisione di esseri umani, in Francia come in Palestina e ovunque sulla terra. L'Islam rispetta la vita dell'uomo, degli animali e delle piante."
Burraci prosegue leggendo, tra gli applausi, un piccolo estratto del Corano, che ci riserviamo di pubblicare così com'è stato presentato:
"Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. Chi ne avesse salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità."

 "Vi porto la solidarietà della piccola comunità valdese di vercelli, comunità che ha pregato fortemente questa mattina e ha fatto una riflessione sul rapporto con il dio in cui crediamo, rapporto che ci chiede di aiutare il prossimo e non di portare violenza e guerra" - ha proseguito invece Francescantonio Guidotti, in rappresentanza dei sindacati e dalla comunità valdese - "la cosa importante è essere qui e continuare ad esserci ogni qual volta ci sarà da dimostrare che il popolo italiano non si lascia vincere dalla paura e dal terrore"

"Il mondo vede certamente, come ha detto il papa, una terza guerra mondiale sul territorio del mondo intero" - ha aggiunto in conclusione il prefetto - "ma questo non ha nulla a che vedere con la guerra, questo è un crimine contro l'umanità. Non ha nulla a che vedere con la guerra. Come noi arrestiamo i criminali sul nostro territorio, ora è giunto il momento di affrontare quel crimine che colpisce cittadini innocenti"

Samuele Giatti - Vercelli Youthnews

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