martedì 7 luglio 2015

Fotografare o non fotografare? Lo deciderà il Parlamento Europeo

Giovedì a Strasburgo si voterà il testo sulla "libertà di panorama". Wikipedia lancia un appello, ma in Italia è già così dal 1941.
 

Fotografare il Sant'Andrea? Forse non sarebbe così facile se l'architetto che lo progettò fosse ancora in vita, o morto meno di 70 anni fa. Perchè mai tutto ciò? È l'effetto della legge italiana sul diritto d'autore, mai più aggiornata da quel lontano 1941 che "frena", come ormai avviene troppo spesso nella contemporaneità, l'attività fotografica dei semplici appassionati e dei professionisti del mestiere.

Qualsiasi edificio, statua o altra opera "frutto dell'ingegno", anche se esposta sulla pubblica piazza, è da ritenersi soggetta al copyright e quindi non riproducibile nè utilizzabile per opere derivate senza il consenso di chi ne ha in mano i diritti.
In Italia è così come lo è in Francia, in Belgio, in Ucraina e in Grecia. 
E la norma si applica anche per tutte quelle foto in cui l'edificio incriminato compare, anche solo marginalmente, sullo sfondo, nonostante il soggetto sia tutt'altro.
La discussione alla fin fine riporta, se estesa, alle innumerevoli situazioni in cui il fotografo si è ritrovato di fronte alle barriere imposte dalla direzione di un museo, dall'impiegato di un'azienda, fino agli agenti della sicurezza di un centro commerciale. La frase, sempre la stessa. "Qui non si può fotografare", spesso e quasi sempre immotivata.
Giovedì se ne discuterà a Strasburgo, dove il Parlamento europeo, rinuito in sessione plenaria, dovrà stabilire se approvare o meno il testo con cui si definirà una norma comunitaria volta ad eliminare i "buchi" legislativi in vigore e le differenze tra le norme sul copyright dei diversi paesi.
Wikipedia lancia un appello e sul web si diffondono le prime petizioni (una di queste la trovate qui con oltre 300mila firme), a rischio non c'è solo la propria libertà individuale di condividere le instantanee realizzate, ma anche il diritto alla cultura libera e gratuita online.

La cartina qui sotto espone la panoramica mondiale della libertà di panorama (Freedom of Panorama), in rosso i paesi (tra cui l'italia) in cui non esiste per nulla la libertà di panorama, in giallo i paesi in cui è concessa solo per gli edifici ed in verde i paesi in cui è concessa senza particolari distinzioni.

Freedom of Panorama world map" by Mardus - Based on relatively blank and simplified World Map blank (island names).PNG, made by User:MapLoader.. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons 
Se lo scenario può sembrare abbastanza inverosimile - orde di turisti giapponesi fermati in mezzo a Piazza dei Miracoli di Pisa perchè intenti a fotografare il duomo e il suo campanile pendente - purtroppo bisogna presentare esempi concreti, come la Tour Eiffel di Parigi. Il suo ideatore, Goustave Eiffel, morì nel 1923. Bene, 1923+70 = 1993, tutto lecito quindi? No. È bastato ideare un particolare gioco di luci notturno, proteggerlo con il copyright et voilà. Le foto notturne al simbolo di Parigi sono vietate per altri, almeno, 70 anni (considerando che gli autori sono ancora vivi e vegeti, e non auguriamo loro nulla di male, la cifra aumenterà senz'altro).
Ragionamento analogo per quanto riguarda l'Atomium di Bruxelles che, come si legge sullo stesso loro sito, "Usage rights for the image of the Atomium would naturally extend to 1st January 2076, in other words, the seventieth anniversary of André Waterkeyn's death."
In altre parole, scordatevi foto al celebre monumento simbolo di Expo 1958 prima di altri 61 anni. 


Samuele Giatti - Vercelli YouthNews