sabato 6 giugno 2015

Vercelli e la ferrovia: una convivenza difficile

Passaggi a livello che si chiudono per l'ultima volta, nuovi sottopassi che aprono ed altri che finiscono in manutenzione. Ripercorriamo quelli che sono stati gli ultimi anni e quelli che saranno gli sviluppi futuri della viabilità vercellese


Vercelli e le sue ferrovie, in particolare la Torino-Milano e la Vercelli-Casale Monferrato, in questi ultimi anni vivono tutt'altro che in armonia. Gli interessi in conflitto sono tra i più disparati: da un lato la volontà di Trenitalia e della Regione di tagliare sempre più i collegamenti ritenuti superflui, rimpiazzandoli con linee di autobus interurbani, dall'altro il desiderio del Comune (e dei cittadini!) di liberarsi degli intoppi al traffico derivati dalla provvisoria interruzione delle strade da parte delle sbarre dei passaggi a livello, situazione che, se applicata alle ore di punta del traffico, origina non pochi disagi.
La posizione geografica della rete ferroviaria sul territorio comunale, è più che evidente, forma una sorta di "cintura" che potenzialmente potrebbe bloccare l'accesso al centro cittadino e, viceversa, isolare i quartieri di Porta Torino, Concordia, Isola e Belvedere dal resto della città. Il problema era particolarmente sentito fino al concludersi degli anni '90-primi 2000, quando l'industria chimica "Polioli" riceveva merci via ferro, interrompendo quasi quotidianamente il traffico di via Trino e corso Marcello Prestinari per permettere il passaggio delle tradotte dirette verso la zona industriale. 
Quando questo collegamento cessò di circolare, la fluidità del traffico aumentò notevolmente, ma la vera boccata d'aria, o meglio, "boccata di smog", risale ad una decina di anni più tardi.
È infatti nel 2013 che Trenitalia, in accordo con l'amministrazione regionale dell'allora Cota, taglia i collegamenti regionali su diverse linee piemontesi, ritenute "rami secchi" e quindi facilmente sostituibili con autolinee meno costose (ma ben più lente!). 
Tra le dodici linee colpite da questa "strage" si annovera la nostra Vercelli-Casale Monferrato, per la gioia congiunta degli automobilisti e l'astio dei pendolari altrattanto coesi.



GLI ULTIMI DUE ANNI

Mentre i rioni Concordia e Porta Torino non si trovavano più separati (se non teoricamente) dal centro storico, sussisteva il problema del rione Isola e della nascente "Tangenziale Nord" che prevedeva l'ingresso in città, oltre che da via W.Manzone, da Viale Torricelli. Per permettere ciò, era stata avviata la costruzione di un nuovo sottopasso, finanziato in parte dal comune di Vercelli ed in parte da RFI (Rete Ferroviaria Italiana, ndr) che, in base ad un accordo siglato con l'amministrazione comunale, prevedeva la dismissione di tutti gli attraversamenti a raso tra la strada e la ferrovia all'interno della nostra città. Come però spesso accade, che si vogliano o non si vogliano alzare polveroni sui ritardi nelle tempistiche, il cantiere è rimasto aperto tanto, troppo, oltre le previsioni che lo davano per completo già nel 2012. Quando si tratta di scavare, è quasi certo ormai che, per lo meno nelle nostre zone, tra reperti archeologici e potenziali infiltrazioni d'acqua i tempi si dilatino ben oltre ogni pronostico.
Tirando le somme, ad Aprile 2014, ormai a margine delle elezioni per il rinnovo dell'amministrazione, finalmente chiudono i cantieri ed il sottopasso può essere innaugurato alla presenza del sindaco uscente Andrea Corsaro. "E' un'opera fondamentale, che permette a Vercelli di avere una nuova, grande viabilità", aveva detto. Alla luce delle condizioni attuali della città, forse, quelle parole sarebbero state diverse.

Il passaggio a livello di Corso Rigola subito dopo la chiusura, nell'aprile del 2014

 La stampa locale, in quei giorni, sottolineò come l'apertura del nuovo sottopasso permettesse, finalmente, la chiusura del passaggio a livello di corso Rigola, per la gioia di RFI.
Tuttavia, agli occhi più attenti, non è sfuggito un dettaglio. "E il passaggio a livello di via Monte Bianco?" 
I provvedimenti che lo riguardavano sono passati un po' in sordina, oscurati dagli imminenti lavori alle aree del "Parcheggione" e della stazione ferroviaria. L'unica comunicazione ufficiale che siamo riusciti a reperire è un comunicato, diramato da FS News (la sezione del sito di Ferrovie dello Stato Italiane che si occupa delle notizie e dei comunicati stampa) datato 11 aprile 2014:

"[...] propedeutico [il sottopasso] alla chiusura di un ulteriore passaggio a livello, quello su via Monte Bianco, sempre sulla linea ferroviaria Torino – Milano, che avverrà entro marzo 2015. [...]"



 L'ENIGMA DI VIA MONTE BIANCO

E così è stato. il 31 Marzo scorso, con un preavviso di appena 12 ore, il passaggio a livello è stato chiuso, scatenando un'anteprima del malcontento generale degli abitanti della zona nei mesi seguenti.
Dopo una trattativa in extremis, il sindaco Maura Forte ha ottenuto da RFI una proroga di 45 giorni, la cui utilità ha fatto non poco discutere. Poco più di un mese per abituare i cittadini ad un percorso alternativo e per valutare possibili soluzioni. 
Allo scadere di questo breve intermezzo, il 15 maggio, il PL è sceso. Questa volta per sempre.
Il disagio è tanto, tantissimo. Gli abitanti del rione Belvedere, in particolare quelli più vicini a via Padre Redento Baranzato, insieme ai lavoratori della Sifte-Berti (che per lo più utilizzano le loro biciclette per tornare a casa da lavoro) si sono ritrovati a vivere una situazione davvero spiacevole.
"Da quando il passaggio a livello è stato chiuso - ci racconta la signora Laura, pensionata - per recarmi da mio nipote sono costretta ad allungare la strada di oltre un chilometro, affrontando la salita del cavalcavia che, per me come per molti altri miei coetanei, è una difficile impresa. Inoltre, da quando il traffico che prima transitava su via Monte Bianco si è "trasferito" sul cavalcavia una grande quantità di auto ignora l'obbligo di svolta a destra arrivando da via Monviso, mettendo a rischio l'incolumità degli altri." Per rendere più chiaro il tutto, prosegue: "Oggi stesso, per esempio, mentre ritornavo a casa un'auto ha improvvisamente svoltato rischiando di farmi cadere dalla bicicletta"

(Immagine di repertorio)

 In questo modo emerge un'altra grande antitesi della nostra città: la sicurezza dei ciclisti, che via via si riduce sempre più man mano che ci si allontana dal centro. Le piste ciclabili si concentrano lungo la cerchia dei viali e poco oltre, fino a scomparire quasi del tutto in periferia. Per carità, non voglio in alcun modo criticare i percorsi ciclabili della nostra città, che equivarrebbe a "sputare nel piatto dove mangio" dato che, quotidianamente, percorro in sella del mio velocipede la maggior parte dei percorsi ciclabili vercellesi.
Tuttavia, una città che vuole promuovere la mobilità sostenibile (anche attraverso il sistema di noleggio "Bicincittà" dal successo quantomeno discutibile) non può permettersi di creare un disagio di questo livello ai suoi abitanti.
Molti dei residenti della zona coinvolta ci raccontano come, loro malgrado, sono costretti ad utilizzare l'automobile anche se le belle giornate permetterebbero di lasciare la propria vettura in garage. In alcuni casi, addirittura, si pensa ad un trasloco anche se, sul panorama del mercato immobiliare, le case della zona sono oggettivamente calate di valore.




LA PROSPETTIVA SULL'ESTATE - Tra chiusure per manutenzione ed ulteriori disagi

Ad aggravare ulteriormente questa situazione ci sono due importanti - e per fortuna momentanee - chiusure, in particolare:

- DAL 15 GIUGNO AL 31 LUGLIO (Teorico) 
Chiusura del tratto stradale del sottopasso del rione Isola. Rimarrà aperto il tratto pedonale

- DAL 31 LUGLIO (Teorico) per circa tre settimane chiuderà il cavalcavia del Belvedere, dettagli non ancora del tutto noti.


Sulla mappa possiamo visualizzare tutti i passaggi sopra, sotto o a raso della ferrovia, chiusi, aperti o in manutenzione.

Rosso: Passaggi chiusi definitivamente (via Monte Bianco e Corso Rigola)
Giallo: Passaggi provvisoriamente in manutenzione (Sottopasso Isola e Cavalcavia del Belvedere, vedasi tabella sopra)
Verde: Passaggi fruibili senza alcun problema

(image credit: OpenStreetMap)
Da questa cartina risulta evidente come nel mese di agosto, se effettivamente il cavalcavia sarà chiuso anche al traffico pedonale, l'area che da Via Olcenengo porta fino a Via Trento si ritrovi quasi del tutto isolata dal punto di vista ciclopedonale rispetto al resto della città.
"Una situazione del genere è insostenibile" - commenta un passante - "il passaggio a livello andrebbe riaperto almeno durante il periodo dei lavori". Quest'opinione è di certo condivisa da molti altri, ma fondamentalmente è irrealizzabile: la proroga da RFI già c'è stata e difficilmente si ripeterà, sta al comune ora gestire al meglio questa situazione di crisi.



POSSIBILI SOLUZIONI E SCENARI FUTURI - Tra promesse più e meno realizzabili

Quali sono quindi le potenziali soluzioni al problema? Dal punto di vista del traffico delle auto, deviare di poco il tragitto non interferisce significativamente con le tempistiche nè tantomeno per la quantità di traffico, per lo meno a livello teorico. Per i pedoni è tutto un altro paio di maniche. Per raggiungere il centro città dall'area che prima usufruiva del passaggio a livello, occorre allungare il tragitto di oltre un chilometro (che a piedi corrisponde a circa 15 minuti mantendendo un passo rilassato)
La mia proposta si orienta su un'ipotetica linea di autobus da offrire ai cittadini durante il periodo in cui il cavalcavia sarà chiuso per lavori (la quasi totalità del mese di agosto)

(image credit: OpenStreetMap)
Il percorso prevederebbe una sorta di anello con origine da Strada Olcenengo prosegue verso Via Trento, per poi percorrere il nuovo sottopasso di Viale Torricelli, Corso Italia, Piazza Roma, Corso Fiume, Corso Marcello Prestinari, Via Torino e rientrando poi di nuovo in Strada Olcenengo attraverso la tangenziale ovest.
Questa soluzione ha però come grande limite il periodo dell'anno in cui si concentrano i lavori: Agosto. Mese in cui una discreta fetta dei dipendenti Atap (come di qualsiasi altra azienda) è in ferie. 

I lavori, è certo, creano sempre disagi. Ma sono disagi necessari per poter garantire la sicurezza e migliorare le strutture già esistenti. Certo, il tempismo con cui sono stati scelti i periodi di lavoro può far discutere, ma per queste opere non c'è altro tempo da perdere. Si tratta di interventi urgenti, come ribadito più volte dall'amministrazione, e la scelta del periodo estivo è la migliore per contere i disagi derivanti dagli spostamenti lavorativi o scolastici che riprenderanno regolarmente a settembre su strutture totalmente rinnovate. Resta sempre vivo però il problema di chi un'auto non la possiede o, pur possedendola, preferisce spostarsi a piedi o in bicicletta. Il sacrificio l'amministrazione lo chiede in particolare a quel segmento di popolazione, che per quei 21 giorni in agosto si troverà a far fronte ad una situazione della mobilità urbana davvero in crisi. 
Ci auguriamo che il Comune elabori al più presto un "Piano B" per quelle tre settimane, in particolare per la fasce più sensibili di popolazione già messe a dura prova dalla chiusura definitiva del passaggio tra via Padre Baranzato e via Monte Bianco.

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews