domenica 26 aprile 2015

Il 25 Aprile di Vercelli

Un memoriale che ha investito tutta la città, dal Duomo ai Cappuccini, passando per Piazza Cesare Battisti e Piazza Camana

un momento del memoriale ai Cappuccini (foto Samuele Giatti)

I FATTI - Emanuele Chiarini

VERCELLI  - Si sono tenuti oggi, sabato 25 aprile 2015,  i festeggiamenti per il 70° anniversario della Liberazione in tutta Vercelli. In mattinata la messa in duomo tenuta dall'arcivescovo ha fatto da punto di riferimento per le memorie partigiane. A seguire il corteo, formato dalle massime autorità locali, unite ai membri dell'A.N.P.I., alla banda cittadina e ai mezzi storici della resistenza. La deposizione delle corone ai monumenti in memoria dei caduti in Piazza Cesare Battisti e in Piazza Camana ha concluso, verso mezzogiorno, sulle note dell'Inno di Mameli e del celeberrimo canto "Bella Ciao", gli eventi principali della giornata. Nel pomeriggio si è tenuta invece, nel rione Cappuccini, un'altra manifestazione, seppur meno seguita ed appariscente delle precedenti ma altrettanto carica di significato. Il corteo è partito da Via Lamporo intorno alle 15 e ha raggiunto il Monumento ai Caduti pochi minuti più tardi. All’evento hanno partecipato il sindaco Maura Forte, Monsignor Cristiano Bodo (parroco del rione), gli assessori Rainieri e Pistono, uniti anche in questo caso a numerosi rappresentanti del A.N.P.I vercellese. Nei pressi del Monumento dei Caduti, dopo la deposizione della corona d’alloro si è tenuto il breve discorso del sindaco, che ha auspicato una maggiore diffusione dell’insegnamento dei valori della Liberazione nelle Scuole, ad una politica per il bene comune e ad un ricordo costante dei caduti Partigiani. Sono seguite le parole del parroco, che ha invitato a ricordare i nostri giovani caduti, alle quali si è succeduta una preghiera ed in conclusione la benedizione del Monumento. La commemorazione è proseguita con la lettura da parte di Mario Ferrari di alcune storie di guerra partigiane, di racconti di partigiani vercellesi  e di alcune poesie. Il corteo ha poi proseguito fino al Cimitero dei Cappuccini dove si è concluso con l’omaggio al Mausoleo dei Partigiani.

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Maura Forte in un momento del suo discorso



UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE - di Samuele Giatti

25 Aprile, una data segno, simbolo del cambiamento -in meglio- della società dell'epoca. Una società stremata, uscita da una guerra sanguinosa, tempestata di lotte tra nazioni e resistenze interne alle stesse. Tra eserciti autorizzati che combattono in nome dei governi e schieramenti di combattenti in guerra in nome del popolo, un popolo che vuole la pace. Uomini e donne esauste, desiderose solo di serenità e armonia per i propri figli, di potersi incamminare per le vie senza dover scappare al suono delle sirene e temere il suono di quelle impronunciabili parole tedesche, che al di là del loro significato, non annunciavano mai nulla di buono. Ed è proprio su queste basi che è nata la vita così come la conosciamo noi oggi. Un'insieme di valori però, di breve memoria. Il ricordo della guerra passa facilmente dalle esperienze di vita dei nostri parenti ai libri di storia. E' un passaggio critico. Quando un evento smette di coinvolgere la quotidianità e appare nei programmi scolastici è sempre un dramma. I ricordi vivi delle scene quotidiane, il coinvolgimento emotivo che le contraddistingueva - e spesso si faceva anche portatore di una lacrima - si estingue. Le parole sono vuote, fredde e decise. Una semplice successione di eventi, date e strategie politiche: nulla che possa realmente portare avanti il retaggio dei tempi ormai trascorsi. "Vogliamo che i ragazzi conoscano quel periodo, vogliamo che si rendano conto che senza coloro che morirono, senza quei cuori lacerati dalla fatica e quegli animi rinvigoriti dalla speranza non vivremmo oggi, nonostante tutte le difficoltà che il periodo storico ci propina, con la libertà di scegliere, di muoverci, di decidere, di ambire a soddisfare le proprie aspirazioni." Queste sono state alcune delle parole del nostro sindaco, Maura Forte, sul tema. Uno spunto di riflessione che cercava di fare leva sull'insegnamento dei valori ai giovani, argomento ormai sempre più attuale e ben visibile nella vita di tutti i giorni. Riuscirà la scuola a formare una gioventù consapevole del passato sul quale edificare il loro futuro? La domanda la giriamo volentieri al gruppo di ragazzi che, incuranti del momento di memoria sulle note dell'Inno di Mameli, giocavano allegramente a pallone in mezzo ad un parcheggio.