domenica 12 aprile 2015

Analisi | Il "nuovo" ponte sulla Sesia

Sabato 4 Aprile è stato inaugurato il "Nuovo" ponte sulla Sesia. Ma cosa c'è di nuovo e quali sono i vantaggi per la città? L'analisi ai "raggi X" di una delle vie di comunicazione principali del Vercellese


VERCELLI - Sabato 4 aprile scorso è stato innaugurato il "nuovo" ponte sulla Sesia alla presenza di numerosi esponenti politici locali, in primis il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, il presidente della provincia Carlo Riva Vercellotti e il sindaco di Vercelli, Maura Forte. La cerimonia, inizialmente prevista presso il parcheggio del peso pubblico di Corso Matteotti, è stata spostata all'ultimo presso il chiostro di Santa Chiara in ragione delle condizioni atmosferiche non idonee ad una manifestazione all'aria aperta. Nei vari interventi dei singoli è stato ribadito, in particolare da Carlo Riva Vercellotti, come le pronvince non siano catalogabili con l'etichetta di "enti inutili", come nelle recenti legislature è stato spesso sostenuto, ma siano elementi fondamentali per la crescita locale del territorio, in particolare attraverso la costruzione di queste "grandi opere". Sulla stessa linea ha proseguito Chiamparino, includendo nel discorso un'analisi ed un commento alla situazione nazionale del settore infrastrutture, in luce anche della difficile riuscita di Expo2015. Il governatore del Piemonte ha inoltre insistito sulla smentita del diffuso stereotipo secondo il quale in Italia non si possano realizzare opere pubbliche senza necessariamente cadere nel vortice delle tangenti, portando come esempio le Olimpiadi di Torino del 2006, nelle quali l'allora amministrazione riuscì addirittura a risparmiare 60 milioni di euro dagli investimenti nazionali del progetto, instaurando un fondo che ancora ad oggi finanzia diversi settori della regione. Sono seguiti gli interventi dell'arcivescovo Don Marco Arnolfo e del prefetto Salvatore Malfi.
Un momento dell'intervento di Sergio Chiamparino, governatore della Regione Piemonte
Al termine degli interventi, figure pubbliche, giornalisti e semplici curiosi si sono trasferiti dal chiostro di Santa Chiara in Corso Libertà al ponte del Sesia, per il taglio del nastro. Presenti, oltre alle personalità già citate, L'On. Luigi Bobba, l'assessore Davide Gilardino, i consiglieri regionali Gabriele Molinari e Giovanni Corgnati.

Il taglio del nastro

Una breve camminata lungo il ponte ha poi pemesso la presentazione nel dettaglio delle opere ultimate e in corso di rifinitura, tra cui il vecchio by-pass costruito provvisoriamente per permettere i lavori alle due nuove campate, che andrà abbattuto nei prossimi giorni, per permettere la conclusione dei lavori di preparazione e pulitura dell'alveo del fiume.

La camminata delle autorità lungo il percorso del ponte

Stretta di mano tra l'On Bobba e gli agenti della Polizia Locale

Il termine del ponte lato Novara, con un'auto della Polizia Locale per bloccare momentaneamente il traffico in arrivo

LA STORIA DEI PONTI SULLA SESIA

Una coppia di ALn668 serie 1800, incaricate di effettuare un treno per Pavia, transitano sull'attuale ponte ferroviario

Tralasciando il periodo medioevale dove la modalità principale per attraversare il fiume consisteva in un guado o in un ponte provvisorio formato da imbarcazioni, le prime tracce di un ponte "moderno" sul fiume Sesia risalgono al 1810, anno in cui, sotto il dominio Napoleonico, fu costruito il ponte in legno. L'opera era inserita nel progetto dell'allora "Strada Imperiale 13 Parigi – Milano", ma non ebbe particolare fortuna. La sua storia fu costellata di inondazioni e piene che costarono infinite manutenzioni nel corso degli anni. Nel novembre 1840 fu quasi totalmente distrutto dalle eccezionali piogge. Tutto questo spinse sempre più all'edificazione del nuovo ponte, costruito in 4 anni con l'impiego di 1500 operai e lo spostamento di circa 200'000 metri cubi di terra. 
 Dopo circa 10 anni dalla sua innaugurazione fu scelto per il passaggio del binario della linea Torino-Novara(-Milano), voluta da Cavour e aperta al traffico nel 1856. La carreggiata del ponte si trovava così divisa in due sezioni: una dedicata al passaggio della strada ferrata e l'altra dedicata al passaggio di pedoni e carri. La situazione rimase tale fino al 1888, anno in cui la linea ferroviaria era ormai dotata del doppio binario ovunque, tranne che sul ponte, creando così un "collo di bottiglia"  che rallentava notevolmente il traffico già sufficientemente congestionato. Di qui la scelta, dopo aver scartato diverse altre opzioni, della costruzione di un nuovo ponte unicamente stradale formato da 15 campate di 21 metri di luce e carreggiata larga 8,5 metri. Il suo posizionamento fu lungo il già esistente asse viario della strada proveniente da Torino, che proseguiva sull'allora Corso Carlo Alberto (oggi Corso Libertà). L'inaugurazione ufficiale avvenne, quasi come per la recente restrutturazione, a Pasqua del 1898.
Nel corso degli anni, ed in particolare negli ultimi decenni, si è dimostrato sempre di più come l'accumulo di detriti nell'alveo complicasse la situazione in caso di piene, rischiando di alimentare una possibile esondazione. Da qui, quindi, la necessità di avviare un'opera per la messa in sicurezza della città, nell'eventualità di future forti precepitazioni, in luce anche del forte pericolo raggiunto con le piogge dei mesi scorsi.

Differenze nell'alveo del fiume tra il 2001 e il 2014 (immagini GoogleEarth)

I LAVORI


Le prime idee concrete messe in tavola risalgono a fine 2009, anno in cui fu indetta la gara d'appalto da parte della Provincia conclusasi con l'assegnazione alla ditta vincitrice. Per l'inizio dei lavori occorre attendere il 2012, anno in cui è stato edificato il By-Pass, aperto al traffico martedì 8 gennaio 2013, per permettere il transito dei veicoli e la sicurezza per i lavoratori nel cantiere. Le due nuove campate sono identiche a quelle già esistenti  per volontà della Soprintendenza ai beni storici e architettonici del Piemonte. Sono stati utilizzati marciapiedi in pietra di Baveno, ringhiere con disegni analoghi e tutta la nuova struttura (in cemento armato) è ricoperta dagli stessi mattoncini in cotto della precedente, realizzati a mano.



Per poter ultimare l'opera, durante il weekend del 28-29 Marzo 2015 il ponte è stato interamente chiuso al traffico.


Mappa dell'area dei lavori - In azzurro la parte dell'alveo in corso di pulizia, in verde il nuovo percorso e in rosso il vecchio by-pass che verrà demolito nei prossimi mesi.



I VANTAGGI PER IL FUTURO

Il letto del fiume prima dell'inizio dei lavori di pulizia, nell'estate del 2013.


Con questa piccola "rivoluzione" nella rete viaria vercellese, si ridurrà notevolmente il rischio di una potenziale esondazione del fiume nella sponda destra, ovvero quella dove si trova il centro abitato. Un'opera necessaria per la sicurezza della città e dei suoi cittadini per evitare che anche Vercelli diventi teatro di disastri idrogeologici che ogni autunno popolano le prime pagine dei giornali, (la mente facilmente riporta all'alluvione di Genova dell'autunno scorso). Ponte che, come sempre nella storia, unisce luoghi divisi dalla natura, superando ostacoli e alimentando l'economia e la cultura delle civiltà che ne usufruiscono, portando così ad un reciproco sviluppo.

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews