martedì 28 aprile 2015

Per non dimenticare.



All'inizio della nostra piccola avventura ci eravamo promessi di non trattare in alcun modo argomenti che riguardassero la cronaca nera. Ma questa volta è diverso. Nessuno avrebbe mai immaginato che, in così poco tempo, avremmo dovuto sbattere la testa di fronte a ciò che in questi giorni ha del tutto sconvolto la nostra città. Tutti conoscevamo Vittorio almeno di vista e nel momento in cui, domenica sera, abbiamo appreso la notizia, un brivido gelido ha percorso le nostre schiene. In questi due giorni abbiamo riflettuto per cercare di organizzare le idee, ma di fronte ad una tale perdita, le parole difficilmente vengono alla "tastiera". Ieri sera purtroppo non siamo riusciti ad essere presenti alla veglia in sua memoria, ma il nostro pensiero era lì, in piazza Cavour, insieme a tutti gli altri. Una candela accesa nelle nostre case, in suo ricordo.
Ci stringiamo intorno agli amici e alla famiglia, convinti che il "nostro" Conte difficilmente sarà dimenticato.
Ciao, Vittorio

Andrea, Emanuele, Fabio e Samuele.

domenica 26 aprile 2015

Libertà dimenticata



25 Aprile, una data segno, simbolo del cambiamento -in meglio- della società dell'epoca. Una società stremata, uscita da una guerra sanguinosa, tempestata di lotte tra nazioni e resistenze interne alle stesse. Tra eserciti autorizzati che combattono in nome dei governi e schieramenti di combattenti in guerra in nome del popolo, un popolo che vuole la pace. Uomini e donne esauste, desiderose solo di serenità e armonia per i propri figli, di potersi incamminare per le vie senza dover scappare al suono delle sirene e temere il suono di quelle impronunciabili parole tedesche, che al di là del loro significato, non annunciavano mai nulla di buono. Ed è proprio su queste basi che è nata la vita così come la conosciamo noi oggi. Un'insieme di valori però, di breve memoria. Il ricordo della guerra passa facilmente dalle esperienze di vita dei nostri parenti ai libri di storia. E' un passaggio critico. Quando un evento smette di coinvolgere la quotidianità e appare nei programmi scolastici è sempre un dramma. I ricordi vivi delle scene quotidiane, il coinvolgimento emotivo che le contraddistingueva - e spesso si faceva anche portatore di una lacrima - si estingue. Le parole sono vuote, fredde e decise. Una semplice successione di eventi, date e strategie politiche: nulla che possa realmente portare avanti il retaggio dei tempi ormai trascorsi. Tutto questo porta, purtroppo, anche alla nascita di pseudo-movimenti di estrema destra che lodano le azioni del Ventennio, per la quasi totalità composte da individui che la guerra non l'hanno mai vissuta sulla propria pelle nè tantomeno ascoltato le narrazioni di chi, suo malgrado, ne è stato protagonista. "Vogliamo che i ragazzi conoscano quel periodo, vogliamo che si rendano conto che senza coloro che morirono, senza quei cuori lacerati dalla fatica e quegli animi rinvigoriti dalla speranza non vivremmo oggi, nonostante tutte le difficoltà che il periodo storico ci propina, con la libertà di scegliere, di muoverci, di decidere, di ambire a soddisfare le proprie aspirazioni." Queste sono state alcune delle parole del nostro sindaco, Maura Forte, sul tema. Uno spunto di riflessione che cercava di fare leva sull'insegnamento dei valori ai giovani, argomento ormai sempre più attuale e ben visibile nella vita di tutti i giorni. Riuscirà la scuola a formare una gioventù consapevole del passato sul quale edificare il loro futuro? La domanda la giriamo volentieri al gruppo di ragazzi che, incuranti del momento di memoria sulle note dell'Inno di Mameli, giocavano allegramente a pallone in mezzo ad un parcheggio.

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews

Il torneo ATP Challenger Tour 2015 a Vercelli

(Nella foto vediamo impegnato il vincitore del torneo ATP Challenger 200 di Vercelli, Taro Daniel)
Nella settimana compresa tra Sabato 18 e Domenica 26 Aprile 2015, al circolo tennistico cittadino della Pro Vercelli, si è disputata la seconda edizione del torneo internazionale ATP Challenger 200, che ha visto una massiccia partecipazione di giocatori intervenuti da ogni parte del mondo per aggiudicarsi il trofeo. Folta è anche stata la partecipazione del pubblico vercellese che ha assistito alle partite durante tutta la settimana. Il titolo, per quanto riguarda il torneo di doppio, è stato vinto dalla coppia composta da Andrea Arnaboldi (ITA) e Hans Podlipnik Castillo (CHI). La sfida di singolo, invece è stata vinta da Taro Daniel (JPN), che ha concluso il match vincendo sul giocatore italiano Filippo Volandri.
Fabio Sola - Vercelli Youthnews






Il 25 Aprile di Vercelli

Un memoriale che ha investito tutta la città, dal Duomo ai Cappuccini, passando per Piazza Cesare Battisti e Piazza Camana

un momento del memoriale ai Cappuccini (foto Samuele Giatti)

I FATTI - Emanuele Chiarini

VERCELLI  - Si sono tenuti oggi, sabato 25 aprile 2015,  i festeggiamenti per il 70° anniversario della Liberazione in tutta Vercelli. In mattinata la messa in duomo tenuta dall'arcivescovo ha fatto da punto di riferimento per le memorie partigiane. A seguire il corteo, formato dalle massime autorità locali, unite ai membri dell'A.N.P.I., alla banda cittadina e ai mezzi storici della resistenza. La deposizione delle corone ai monumenti in memoria dei caduti in Piazza Cesare Battisti e in Piazza Camana ha concluso, verso mezzogiorno, sulle note dell'Inno di Mameli e del celeberrimo canto "Bella Ciao", gli eventi principali della giornata. Nel pomeriggio si è tenuta invece, nel rione Cappuccini, un'altra manifestazione, seppur meno seguita ed appariscente delle precedenti ma altrettanto carica di significato. Il corteo è partito da Via Lamporo intorno alle 15 e ha raggiunto il Monumento ai Caduti pochi minuti più tardi. All’evento hanno partecipato il sindaco Maura Forte, Monsignor Cristiano Bodo (parroco del rione), gli assessori Rainieri e Pistono, uniti anche in questo caso a numerosi rappresentanti del A.N.P.I vercellese. Nei pressi del Monumento dei Caduti, dopo la deposizione della corona d’alloro si è tenuto il breve discorso del sindaco, che ha auspicato una maggiore diffusione dell’insegnamento dei valori della Liberazione nelle Scuole, ad una politica per il bene comune e ad un ricordo costante dei caduti Partigiani. Sono seguite le parole del parroco, che ha invitato a ricordare i nostri giovani caduti, alle quali si è succeduta una preghiera ed in conclusione la benedizione del Monumento. La commemorazione è proseguita con la lettura da parte di Mario Ferrari di alcune storie di guerra partigiane, di racconti di partigiani vercellesi  e di alcune poesie. Il corteo ha poi proseguito fino al Cimitero dei Cappuccini dove si è concluso con l’omaggio al Mausoleo dei Partigiani.

LA FOTOGALLERY 

Maura Forte in un momento del suo discorso



UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE - di Samuele Giatti

25 Aprile, una data segno, simbolo del cambiamento -in meglio- della società dell'epoca. Una società stremata, uscita da una guerra sanguinosa, tempestata di lotte tra nazioni e resistenze interne alle stesse. Tra eserciti autorizzati che combattono in nome dei governi e schieramenti di combattenti in guerra in nome del popolo, un popolo che vuole la pace. Uomini e donne esauste, desiderose solo di serenità e armonia per i propri figli, di potersi incamminare per le vie senza dover scappare al suono delle sirene e temere il suono di quelle impronunciabili parole tedesche, che al di là del loro significato, non annunciavano mai nulla di buono. Ed è proprio su queste basi che è nata la vita così come la conosciamo noi oggi. Un'insieme di valori però, di breve memoria. Il ricordo della guerra passa facilmente dalle esperienze di vita dei nostri parenti ai libri di storia. E' un passaggio critico. Quando un evento smette di coinvolgere la quotidianità e appare nei programmi scolastici è sempre un dramma. I ricordi vivi delle scene quotidiane, il coinvolgimento emotivo che le contraddistingueva - e spesso si faceva anche portatore di una lacrima - si estingue. Le parole sono vuote, fredde e decise. Una semplice successione di eventi, date e strategie politiche: nulla che possa realmente portare avanti il retaggio dei tempi ormai trascorsi. "Vogliamo che i ragazzi conoscano quel periodo, vogliamo che si rendano conto che senza coloro che morirono, senza quei cuori lacerati dalla fatica e quegli animi rinvigoriti dalla speranza non vivremmo oggi, nonostante tutte le difficoltà che il periodo storico ci propina, con la libertà di scegliere, di muoverci, di decidere, di ambire a soddisfare le proprie aspirazioni." Queste sono state alcune delle parole del nostro sindaco, Maura Forte, sul tema. Uno spunto di riflessione che cercava di fare leva sull'insegnamento dei valori ai giovani, argomento ormai sempre più attuale e ben visibile nella vita di tutti i giorni. Riuscirà la scuola a formare una gioventù consapevole del passato sul quale edificare il loro futuro? La domanda la giriamo volentieri al gruppo di ragazzi che, incuranti del momento di memoria sulle note dell'Inno di Mameli, giocavano allegramente a pallone in mezzo ad un parcheggio.




 

mercoledì 22 aprile 2015

A ritmo di Jazz alla Ca' dal Mariu Bel

 
 
Si è svolta Venerdì 17 Aprile alla Ca' dal Mariu Bel, di fronte ad un numeroso pubblico, l'esibizione musicale curata dall'orchestra R&R Brass Band, che ha spaziato dal Jazz al Rhythm and Blues.
I brani che sono stati interpretati dal complesso sono stati principalmente quelli appartenenti agli anni '70, epoca particolarmente vivace che ha visto nascere molti musicisti e band che hanno fatto la storia di questi generi musicali. Questa band si distingue tra le altre per la sezione fiati che vanta alcuni musicisti con una lunga esperienza in campo musicale.
 
 
Fabio Sola - vercelli YouthNews

lunedì 20 aprile 2015

L'Amatori Vercelli non riesce nell'impresa e la salvezza sfuma definitivamente

 


Ebbene sì, dopo l'amara sconfitta di 7 a 1 al Palahockey di Eboli, l'Amatori è stato ufficialmente retrocesso in serie B. Sabato 18 Aprile, si è disputata però l'ultima partita casalinga di serie A2 al Pala Pregnolato di Vercelli, che ha visto in campo l'Hockey Vercelli contro l'UVP Mirandola. L'incontro inizialmente è stato favorevole alla squadra di casa che però, durante il secondo tempo, non è riuscita a mantenere il vantaggio di 3 reti a 0 e si è vista sfumare anche questa vittoria. Ricordiamo infatti il risultato di 4 a 3 per la squadra ospite. Ancora incerto è il futuro della squadra per l'anno prossimo. Noi però restiamo fiduciosi e speriamo di rivedere anche nella prossima stagione questa squadra lottare nelle sue partite, e magari chissà, anche essere promossa nuovamente in serie A2...
 
Ulteriori aggiornamenti vi aspettano qui su Vercelli YouthNews per la prossima partita in programma: Hockey Club Montecchio Precalcino VS Hockey Club Amatori Vercelli
 
Fabio Sola - Vercelli YouthNews
 




 


Lo speciale | Viaggio nelle chiese cittadine - Parte prima: I Sepolcri

Prima puntata di una serie di articoli e viaggi fotografici attraverso le chiese della città di Vercelli, veicolo di storia e cultura dall'epoca medioevale.

Le volte della chiesa di S.Cristoforo

Quale modo migliore di iniziare, se non quello di partire dall'evento che più rappresenta ed accomuna le chiese del centro storico cittadino? Ogni anno, la sera del Giovedì Santo, la visita ai Sepolcri permette ai fedeli l'ingresso anche in quelle meno conosciute perchè solitamente chiuse al pubblico. Viaggiamo quindi attraverso un percorso immaginario, narrato dalle immagini della nostra redazione, nella serata di Giovedì 2 aprile 2015.

La facciata della chiesa di San Michele



Partendo da Piazza Cavour, in direzione nord, la prima chiesa che si incontra è quella di San Michele, piccola e densamente affollata di fedeli. Purtroppo tali condizioni, unite anche all'ambiente quasi del tutto privo di luce, non hanno favorito la possibilità di scatto di fotografie all'interno.
Ci siamo quindi spinti oltre, lungo Via Verdi, proseguendo nel nostro viaggio.




Con una piccola deviazione, raggiungiamo la Chiesa di Santa Caterina, questa volta visitabile senza particolari "intoppi"

La facciata con l'ingresso.
L'interno

Un dettaglio sull'organo

Al termine della breve visita, abbiamo proseguito verso una delle destinazioni più interessanti della serata: La chiesa di Sant'Antonio, situata nell'omonimo vicolo. Lungo la strada non potevamo ignorare lo splendore del Teatro Civico, come ogni sera illuminato in modo da passare difficilmente inosservato agli occhi di un ipotetico turista.

La facciata del Teatro Civico
Pochi metri più in là giungiamo finalmente alla chiesa di Sant'Antonio

 
L'ingresso


Panoramica dell'interno

Dettaglio del crocifisso
Terminata la visita in Sant'Antonio, ci siamo diretti verso San Bernardino, situata in Via Duomo, sede dell'omonima confraternita


Appena entrati, si fa subito notare la splendida Macchina che sfilerà per le vie cittadine la sera seguente, nella classica "Processione delle Macchine" ( vedi nostro reportage del 4 Aprile [Link] )

L'interno, visto dall'altare


Vista dietro l'altare



L'organo

Usciti da San Bernardino, dopo pochi metri in direzione sud, entriamo nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dall'ingresso decisamente più imponente.

L'ingresso

l'interno
Dettaglio
Il nostro viaggio attraverso le chiese del centro storico si sposta ora in un'altra zona della città, ci dirigiamo infatti verso la piazza del Municipio, per far visita alla chiesa di S.Paolo.
Transitando per la centralissima Piazza Cavour non può di certo essere ignorata la particolare colorazione della Torre dell'Angelo, illuminata di Blu in occasione della manifestazione per la giornata mondiale dedicata all'autismo.

Piazza Cavour, con la Torre dell'Angelo illuminata di blu


 Dopo aver attraversato Corso Libertà, giungiamo finalmente all'interno della chiesa di S.Paolo

dettaglio sul crocifisso
Usciti dalla chiesa di San Paolo, ci muoviamo rapidamente verso San Cristoforo perchè, nel frattempo, si erano ormai fatte le 22.15.

La facciata della chiesa di San Cristoforo


All'ingresso si rimane sempre affascinati dagli splendidi affreschi, peculiarità di questo gioeillino vercellese.


Dopo aver visitato anche San Cristoforo, pensavamo ormai di aver concluso la serata, sia per l'orario, sia per la quantità di foto scattate. Ma sulla via del ritorno, un ultimo portone attrae le nostre macchine fotografiche. Si tratta della celeberrima chiesa del SS Salvatore di Corso Libertà.
Quale migliore occasione per fotografare il Cristo della chiesa tornato dopo il restauro?
L'affresco sulla facciata



Panoramica dell'interno
Si conclude qui il racconto della serata dei Sepolcri e questo mini-viaggio virtuale attraverso le principlali chiese del centro cittadino. Nei prossimi mesi, attraverso speciali articoli dedicati, analizzeremo nel dettaglio la storia e le vicende legate ad ogni edificio religioso del capoluogo bicciolano, il tutto come sempre condito da una grande quantità di immagini e qualche piccola ripresa.

Il Racconto Samuele Giatti
Immagini Samuele Giatti, Fabio Sola

VercelliYouthNews

domenica 12 aprile 2015

Analisi | Il "nuovo" ponte sulla Sesia

Sabato 4 Aprile è stato inaugurato il "Nuovo" ponte sulla Sesia. Ma cosa c'è di nuovo e quali sono i vantaggi per la città? L'analisi ai "raggi X" di una delle vie di comunicazione principali del Vercellese


VERCELLI - Sabato 4 aprile scorso è stato innaugurato il "nuovo" ponte sulla Sesia alla presenza di numerosi esponenti politici locali, in primis il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, il presidente della provincia Carlo Riva Vercellotti e il sindaco di Vercelli, Maura Forte. La cerimonia, inizialmente prevista presso il parcheggio del peso pubblico di Corso Matteotti, è stata spostata all'ultimo presso il chiostro di Santa Chiara in ragione delle condizioni atmosferiche non idonee ad una manifestazione all'aria aperta. Nei vari interventi dei singoli è stato ribadito, in particolare da Carlo Riva Vercellotti, come le pronvince non siano catalogabili con l'etichetta di "enti inutili", come nelle recenti legislature è stato spesso sostenuto, ma siano elementi fondamentali per la crescita locale del territorio, in particolare attraverso la costruzione di queste "grandi opere". Sulla stessa linea ha proseguito Chiamparino, includendo nel discorso un'analisi ed un commento alla situazione nazionale del settore infrastrutture, in luce anche della difficile riuscita di Expo2015. Il governatore del Piemonte ha inoltre insistito sulla smentita del diffuso stereotipo secondo il quale in Italia non si possano realizzare opere pubbliche senza necessariamente cadere nel vortice delle tangenti, portando come esempio le Olimpiadi di Torino del 2006, nelle quali l'allora amministrazione riuscì addirittura a risparmiare 60 milioni di euro dagli investimenti nazionali del progetto, instaurando un fondo che ancora ad oggi finanzia diversi settori della regione. Sono seguiti gli interventi dell'arcivescovo Don Marco Arnolfo e del prefetto Salvatore Malfi.
Un momento dell'intervento di Sergio Chiamparino, governatore della Regione Piemonte
Al termine degli interventi, figure pubbliche, giornalisti e semplici curiosi si sono trasferiti dal chiostro di Santa Chiara in Corso Libertà al ponte del Sesia, per il taglio del nastro. Presenti, oltre alle personalità già citate, L'On. Luigi Bobba, l'assessore Davide Gilardino, i consiglieri regionali Gabriele Molinari e Giovanni Corgnati.

Il taglio del nastro

Una breve camminata lungo il ponte ha poi pemesso la presentazione nel dettaglio delle opere ultimate e in corso di rifinitura, tra cui il vecchio by-pass costruito provvisoriamente per permettere i lavori alle due nuove campate, che andrà abbattuto nei prossimi giorni, per permettere la conclusione dei lavori di preparazione e pulitura dell'alveo del fiume.

La camminata delle autorità lungo il percorso del ponte

Stretta di mano tra l'On Bobba e gli agenti della Polizia Locale

Il termine del ponte lato Novara, con un'auto della Polizia Locale per bloccare momentaneamente il traffico in arrivo

LA STORIA DEI PONTI SULLA SESIA

Una coppia di ALn668 serie 1800, incaricate di effettuare un treno per Pavia, transitano sull'attuale ponte ferroviario

Tralasciando il periodo medioevale dove la modalità principale per attraversare il fiume consisteva in un guado o in un ponte provvisorio formato da imbarcazioni, le prime tracce di un ponte "moderno" sul fiume Sesia risalgono al 1810, anno in cui, sotto il dominio Napoleonico, fu costruito il ponte in legno. L'opera era inserita nel progetto dell'allora "Strada Imperiale 13 Parigi – Milano", ma non ebbe particolare fortuna. La sua storia fu costellata di inondazioni e piene che costarono infinite manutenzioni nel corso degli anni. Nel novembre 1840 fu quasi totalmente distrutto dalle eccezionali piogge. Tutto questo spinse sempre più all'edificazione del nuovo ponte, costruito in 4 anni con l'impiego di 1500 operai e lo spostamento di circa 200'000 metri cubi di terra. 
 Dopo circa 10 anni dalla sua innaugurazione fu scelto per il passaggio del binario della linea Torino-Novara(-Milano), voluta da Cavour e aperta al traffico nel 1856. La carreggiata del ponte si trovava così divisa in due sezioni: una dedicata al passaggio della strada ferrata e l'altra dedicata al passaggio di pedoni e carri. La situazione rimase tale fino al 1888, anno in cui la linea ferroviaria era ormai dotata del doppio binario ovunque, tranne che sul ponte, creando così un "collo di bottiglia"  che rallentava notevolmente il traffico già sufficientemente congestionato. Di qui la scelta, dopo aver scartato diverse altre opzioni, della costruzione di un nuovo ponte unicamente stradale formato da 15 campate di 21 metri di luce e carreggiata larga 8,5 metri. Il suo posizionamento fu lungo il già esistente asse viario della strada proveniente da Torino, che proseguiva sull'allora Corso Carlo Alberto (oggi Corso Libertà). L'inaugurazione ufficiale avvenne, quasi come per la recente restrutturazione, a Pasqua del 1898.
Nel corso degli anni, ed in particolare negli ultimi decenni, si è dimostrato sempre di più come l'accumulo di detriti nell'alveo complicasse la situazione in caso di piene, rischiando di alimentare una possibile esondazione. Da qui, quindi, la necessità di avviare un'opera per la messa in sicurezza della città, nell'eventualità di future forti precepitazioni, in luce anche del forte pericolo raggiunto con le piogge dei mesi scorsi.

Differenze nell'alveo del fiume tra il 2001 e il 2014 (immagini GoogleEarth)

I LAVORI


Le prime idee concrete messe in tavola risalgono a fine 2009, anno in cui fu indetta la gara d'appalto da parte della Provincia conclusasi con l'assegnazione alla ditta vincitrice. Per l'inizio dei lavori occorre attendere il 2012, anno in cui è stato edificato il By-Pass, aperto al traffico martedì 8 gennaio 2013, per permettere il transito dei veicoli e la sicurezza per i lavoratori nel cantiere. Le due nuove campate sono identiche a quelle già esistenti  per volontà della Soprintendenza ai beni storici e architettonici del Piemonte. Sono stati utilizzati marciapiedi in pietra di Baveno, ringhiere con disegni analoghi e tutta la nuova struttura (in cemento armato) è ricoperta dagli stessi mattoncini in cotto della precedente, realizzati a mano.



Per poter ultimare l'opera, durante il weekend del 28-29 Marzo 2015 il ponte è stato interamente chiuso al traffico.


Mappa dell'area dei lavori - In azzurro la parte dell'alveo in corso di pulizia, in verde il nuovo percorso e in rosso il vecchio by-pass che verrà demolito nei prossimi mesi.



I VANTAGGI PER IL FUTURO

Il letto del fiume prima dell'inizio dei lavori di pulizia, nell'estate del 2013.


Con questa piccola "rivoluzione" nella rete viaria vercellese, si ridurrà notevolmente il rischio di una potenziale esondazione del fiume nella sponda destra, ovvero quella dove si trova il centro abitato. Un'opera necessaria per la sicurezza della città e dei suoi cittadini per evitare che anche Vercelli diventi teatro di disastri idrogeologici che ogni autunno popolano le prime pagine dei giornali, (la mente facilmente riporta all'alluvione di Genova dell'autunno scorso). Ponte che, come sempre nella storia, unisce luoghi divisi dalla natura, superando ostacoli e alimentando l'economia e la cultura delle civiltà che ne usufruiscono, portando così ad un reciproco sviluppo.

Samuele Giatti - Vercelli YouthNews